giovedì 10 febbraio 2011

Lupus


C'era una volta un branco di lupi. Erano messi male, perchè non mangiavano da parecchio tempo. Il vecchio lupo capobranco, però, tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e di saper aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cervi o di cinghiali, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero riempiti la pancia. Un lupo giovane, però, non aveva nessuna voglia di aspettare, e si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco, e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato, e non sarebbe stato più un lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che per riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l'importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio.


Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco dagli altri lupi, però poi lo prendeva il sonno, e lui rimandava ogni volta il ritorno, finchè non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l'emozione di dividere la preda con i suoi fratelli. Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anzichè i lupi con cui era cresciuto. Un giorno, durante la caccia, un uomo sparò ad un vecchio lupo, che cadde ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capobranco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire il silenzio con le sue ultime parole:" Ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli molte prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo al quale non appartieni, perchè hai rifiutato la tua dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni nè al mondo dei lupi, nè a quello degli uomini...Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità, una volta persa, non torna più."

1 commento:

  1. Non sono d'accordo.
    la dignità si perde, è vero.
    ma la dignità te la ricostruisci, con il tuo comportamento leale, corretto e umile.E con l'autostima.
    E soprattutto con la consapevolezza che riconoscere i propri errori è il primo passo da fare per ricostruirla.

    "La dignità è quella forza su cui si basa un'autostima stabile, indistruttibile"

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