mercoledì 1 dicembre 2010

Libanese il Re


" ...allora ci vediamo alle 22. A dopo, Dandi." Il Libanese chiuse la telefonata e si abbandonò sul divano. Era sorpreso. Ultimamente, con il Dandi non filava tutto liscio. Stava alzando la cresta, e lui aveva già pensato di rimetterlo al proprio posto. Lui era il capo, cazzo, e un capo che si rispetti deve tenere i propri uomini in riga. Deve spaventarli. Deve essere il più duro e il più cattivo. E il Libanese lo era. Era un malvagio bastardo, con un segreto. Un segreto che tutte le volte che ci pensava, gli mancava il fiato. Un segreto che aveva aperto una crepa nella sua anima crudele e spietata. Un segreto, da proteggere davanti a tutto e tutti.

Mentre ci pensava, la sua mano si infilò sotto la giacca di pelle, ed estrasse una foto. Contemplandola, una lacrima scese sulla guancia ruvida di barba, e rotolò fino al tavolino di vetro. Il Libanese se ne restò immobile a fissarla. Erano anni che non piangeva, e la sensazione gli piacque. Ma la scacciò in fretta. Posò la foto, e si preparò una riga di coca, per tirarsi su di morale. Dopo la tirata, si sentì meglio, più sicuro e padrone della situazione. Guardò l'ora, e si preparò per uscire. Raccolse la pistola, e avviandosi alla porta, pensava solo allo strano appuntamento con il Dandi, e al modo adatto per spaventarlo.

Davanti al palazzo, mentre saliva sulla moto, si accorse che pioveva forte. Pioveva su Roma, sulla sua Roma, sulla sua città. Il suo Impero.

"Cazzo," pensò " Devo fare il culo al mondo oltre che al Dandi, stasera; non piove su Roma se non lo dico io."


Una foto è rimasta in bilico sul divano. Mostra una ragazza bionda, gli occhi grandi e buoni. Sorride. Regge una bimba, con i capelli ricci ricci e nerissimi, e una vaga aria orientale. Dietro la foto, scritte con una calligrafia incerta e maldestra, 4 parole. Ti voglio bene, papà. La foto ondeggia, e poi, sospinta dal vento che entra dalla finestra socchiusa, vola fuori dalla finestra e cade. Cade per terra, sotto la pioggia battente, come il Libanese.

E' il 13 settembre 1980. Il Re è caduto, ha perso, è morto. Roma non sarà mai più la stessa.

1 commento:

  1. Bellissimo racconto sugli ultimi momenti del "Re" di Roma. Ho finito proprio oggi di vedere la serie e leggendo queste tue righe non nascondo che gli occhi si son velati d'emozione!
    Davvero bravo!!!!
    CATTYROY

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