lunedì 25 ottobre 2010

No Alpitour? Ahi ahi ahi...


Ultimamente, se guardi un tg, la notizia più gettonata è quella dell'omicidio di Avetrana. Si tratta di una ragazzina di 15-16 anni che è stata ammazzata, pare, dallo zio. Il peggio è che sembra sia coinvolta anche la cugina, di poco più grande. Ora. Già questa è una storiaccia, poichè la ragazza morta è molto giovane, è stata ammazzata in modo brutale, e inoltre l'assassino è un parente molto stretto. Se già questo non bastasse, pare che ci sia un retrogusto nella storia, fatto di abusi e molestie sessuali, più o meno riuscite, mischiati all'evidente arretratezza delle persone coinvolte. Dopo tutto questo marcio, a rendere più penosa la vicenda, ora spunta l'ombra del turismo dell'orrore. Ma che cazzo è? Ma è uno scherzo? Abbiamo il turismo di massa, quello di nicchia, quello di alta o bassa stagione, quello fai da te, quello organizzato, quello selvaggio, quello a 5 stelle...ma non bastano? Ma che razza di persona può voler andare a vedere il garage dove è morta questa ragazza, e farsi fare la foto li davanti tutto sorridente, come se fosse ad una festa? Foto che poi sicuramente finirà online, con la didascalia " Io c'ero!!!". Manca solo che qualcuno faccia le magliette con l'effige del cadavere...oops, forse è meglio non dirlo troppo forte.
Ciao Sara.

mercoledì 20 ottobre 2010

Hollywood


L'altra sera guardavamo un film. Niente di che. Classica storia americana. Lui ama lei, la conquista, la perde e, alla fine, " ...e vissero tutti felici e contenti". Io sono partito. Ma perchè, nei film di Hollywood, c'è sempre 'sto finale? Cazzo, non è giusto. La vita mica è così. Anzi. Oramai, se senti al telegiornale la notizia di qualcuno che è sparito, mica pensi che tornerà a casa. La prima cosa che ti dici è :" Eccone un altro che è stato ammazzato". E, nel 99% dei casi, ci hai preso. Dobbiamo essere realisti, gente. La vita, anzi il mondo, sono pericolosi. Siamo arrivati ad un punto tale che ormai si ha paura di tutto e tutti. Ad esempio, se per caso tamponi uno con la macchina, che ne sai che quello scende e ti da una coltellata? O ti spara? Il brutto è che non ci stupiamo più di questo. E' il mondo che ci siamo creati. E' la bicicletta che abbiamo voluto, e ora, zitti zitti, dobbiamo pedalare sulla montagna della paura e della violenza.
Quindi, cari registi di Hollywood, basta con questo cazzo di "...e vissero felici e contenti". Aprite occhi e orecchie, prendete contatto con la realtà, e fate in modo che i vostri costosissimi film le somiglino. Fate capire che è una brutta realtà, una realtà sbagliata. Fatelo. Vi prego.

martedì 12 ottobre 2010

Rassegna Stampa


Sono in ufficio. Poco movimento, stamattina. In più fa freddo, e non ho voglia di andare al bar. Quindi, su internet, leggo le pagine di quattro importanti quotidiani.

La Repubblica:
Roma, donna in coma per un pugno; lite nella fila per il biglietto della metro.

Corriere della sera:
Bombe sugli aerei, si Nato. Oggi funerale degli alpini.

Il Giornale:
Cile, all'alba di domani i minatori rivedono la luce. Lite su chi esce per ultimo.

Libero:
L'UE all'Italia. fate pagare l'ICI al Vaticano.
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Ma dico io. Siamo nel 2010. Siamo andati sulla Luna, tra poco andremo su Marte. Ma come cazzo si fa a litigare per la fila? Se sei arrivato dopo, aspetti.
Poi. Sosteniamo di essere civili, e cosa vogliamo fare? Armare gli aerei. Già siamo a casa di questa povera gente, e non sappiamo neanche il perchè.Vorrei vedere se l'italia fosse invasa dai talebani cosa faremmo noi.
E ancora, in Cile.
Ma questi disgraziati, al posto di essere contenti che finalmente usciranno da questo buco di merda, devono litigare? Ma sorridi, che la vita è breve.
E ultimo, l'ICI del Vaticano. Io qui mi astengo dal commentare, perchè in ogni caso se vedo dei preti, vedo del marcio. Dico solo che, con tutti i soldi che ha, prima di pagare l'ICI il Vaticano potrebbe aiutare chi ne ha davvero bisogno.
E che cazzo. Chiedo scusa per lo sfogo. Ma quando ci vuole, ci vuole.

sabato 9 ottobre 2010

L'ora del cuoco


Quando vivevo con i miei, io in casa non facevo niente. Un pò per pigrizia, un pò perchè sapevo che comunque l'avrebbe fatto mia mamma, un pò perchè a casa non c'ero mai. Non facevo niente dunque, ma non sapevo neanche fare niente.
Quando ho iniziato a vivere con lei, ho dovuto imparare. In fretta. Sono partito dalle cose più semplici, tipo spolverare, per passare a quelle più complicate, quelle cose che se non le fai bene subito ti tocca poi rifarle, tipo lavare piatti, pavimenti, fare il letto...
Da una settimana a questa parte, ho abbattuto anche l'ultima frontiera: ho deciso di cucinare. La prima volta è capitato un pò per caso...lei tornava tardi, in casa non c'era niente di pronto, e così io le ho fatto una frittata. Ammetto che mentre la mangiava io stavo con il telefono in mano pronto a chiamare il 118, ma è andata bene. Qualche giorno dopo, ho preparato un dolce di pastasfoglia con la crema e il cioccolato, e modestia a parte, era davvero buono. Venerdi invece ho voluto esagerare, e ho cucinato tutta la cena. Devo dire che è piacevole ed appagante, ma soprattutto liberatorio. Mi svuota la mente, mi permette per un'ora di non pensare a tutti quei problemi quotidiani che ha la gente comune, quella che guadagna cifre normali e che non ha alle spalle i genitori sempre pronti ad aiutare. Concentrarsi sugli ingredienti, pensare a come amalgamarli, immaginare come si mischieranno i vari sapori e stare ad osservare mentre si cuociono nel forno è qualcosa che sa un pò di magia, mi fa sentire come un genitore che segue l'evolversi e il compimento della propria creatura...

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Il mondo, adesso, non è bello. Stamattina altri 4 soldati italiani sono morti in Afghanistan, per motivi e cause che forse sia loro che noi non sapremo mai. Le persone sono dominate dalla voglia di potere. Non siamo neanche più liberi di sbagliare e di fare le nostre scelte, perchè ci sarà subito qualcuno pronto a dare consigli o a decretare sentenze non disinteressate, ma soprattutto non richieste.
Io di questo sono cosciente. Pienamente. E allora cucino. Per non pensarci troppo. E per sentirmi un pò meglio. Anche solo per un'ora.


mercoledì 6 ottobre 2010

Classifiche


Ormai viviamo in un mondo dominato dalla voglia di primeggiare. In qualsiasi settore c'è qualcuno o qualcosa che viene etichettato come il più bello o il più bravo o il più utile...oltre ad essere stereotipati, siamo costantemente classificati.

A me la cosa importa relativamente, ma vista la moda, per una volta non mi va di fare il "diverso", quindi ho deciso di stilare le mie personali classifiche. Ne farò tre, per ora...

Classifica delle 3 cose più inutili:
1- L'ipad ( se qualcuno sa a cosa serve, è pregato vivamente di dirmelo).
2- Il decoder ( la sua funzione rimane un mistero, soprattutto perchè per oltre 40 anni siamo andati benissimo senza...già mi immagino mia nonna quando dovrà usarlo).
3- Facebook ( qui in molti avranno da ridire, ma per me è inutile oltreche dannoso, dato che priva la gente del contatto umano).

Classifica delle 3 cose più belle che ho visto:
1- Il sorriso della Muffin Pat la sera che l'ho conosciuta ( il sorriso che mi ha fatto quando, dopo essermi venuta incontro per presentarsi, è inciampata e io l'ho afferrata al volo).
2- I due anziani che ho visto stamattina andando in ufficio ( camminavano tenendosi per mano, e ad un certo punto lei ha accarezzato lui e lo ha baciato sulla fronte).
3- In montagna, il levarsi del sole subito dopo un temporale ( impagabile, vale la pena di stare almeno un mese ai monti pur di non perderselo).

Classifica delle 3 cose più brutte che ho visto:
1- Il viso sconvolto della Muffin a gennaio, quando l'ho investita con il mio personale tsunami.
2- La disperazione delle vittime del vero tsunami ( se avessi potuto, sarei andato io stesso ad aiutare).
3- Gli occhi di una persona quando apprende una notizia spiacevole ( la fine di un sogno, la morte di un parente...se me ne accorgo dallo sguardo di qualcuno, sto quasi peggio io).

Per ora mi fermo qui, perchè anche se non sembra, mi è difficile scrivere di questi argomenti. Ma io non demordo. E ci riproverò. Sicuro.