domenica 1 agosto 2010

Blu


Mare. Non troppo calmo, e neanche troppo pulito. Sole. Non troppo caldo, e neanche troppo giallo. Io e lei. Lei lavora, qui al mare. Io no, ma sto qui e le faccio compagnia. La faccio sorridere quando è triste. La faccio divertire, quando è annoiata. La tengo sveglia, quando ha sonno. Oggi lei è tornata prima, dal mare, mentre io sono rimasto sulla spiaggia. Occhiali scuri, Ipod ben calcato e una marlboro rossa a farmi compagnia. Penso, mentre guardo il mare. Osservo la gente che fa il bagno e prende il sole. Famiglie, coppie giovani, coppie anziane, single... c'è di tutto, oggi al mare. E ridono tutti. Ma chissà se davvero sono felici. Forse si. Oppure, si sforzano di sembrarlo.Forse fanno finta di divertirsi, così domani, quando torneranno in ufficio, potranno dire di essere andati in spiaggia. Già le sento, quelle chiacchiere. Sono vuote, inutili. Quasi metalliche, senza eco. Sono un grido disperato, che la gente usa per far sapere al mondo di esserci. E io? Io non dirò a nessuno che sono andato al mare. Non voglio esserci per forza. Voglio sentirmi, solo quello. Allora, muovo le dita dei piedi sepolte dalla sabbia. Strizzo gli occhi accecati dalla luce del sole. Raddrizzo la schiena sprofondata nel telo blu vintage della sdraio. Ecco, mi sento. E allora, da neri che sono, i miei pensieri e le mie emozioni diventano blu. Blu cobalto, come il mare dentro di me. E mi alzo, e mi tuffo. Con le pinne, fucile ed occhiali. Nel mare, che da nero e agitato che era, ora mi sembra una tavola. Blu.

1 commento:

  1. LA tengo sveglia quando ha sonno.
    hem.
    lavoro durissimo nè?

    RispondiElimina