giovedì 8 luglio 2010

Genitori e figli


Siamo in vacanza. Io e lei. Abbiamo affittato una macchina tutta scassata con il tetto cotto dal sole. Il sole. Lo abbiamo aspettato tanto. La nostra città è grigia. Fa caldo qui, invece. E di grigio non c'è niente. E' tutto giallo e caldo. Passiamo le giornate al mare. Non facciamo molti bagni, ma in compenso prendiamo tanto sole. Siamo abbronzati. E pigri. Stiamo coricati praticamente tutto il giorno, e alla sera riusciamo a essere stanchi. Non siamo usciti molte volte. Ieri sera, però, un giro l'abbiamo fatto. Qui, nel paese dove stiamo. Ci siamo bevuti un tè freddo con l'aggiunta di granita nel parco locale. E' un bel parco. C'era anche un sacco di gente. In fondo al parco c'è un campetto di sabbia con due porte da calcetto. Fanno un torneo. E noi due, divertiti, abbiamo guardato le partite. prima hanno giocato i bimbi. Abbiamo fatto il tifo per una squadra di 4 piccolini. Erano belli, con le magliette nere. E anche bravi. Dopo i piccolini giocano i più grandi. E si cade nella solita abitudine di litigare e darsi calci. Ci stavamo annoiando. Ma nell'ultima partita abbiamo visto una di quelle cose che sembrano impossibili. Il ragazzo giocava in porta, ed era anche piuttosto bravo. Solo che c'era suo padre, a guardare e a rimproverarlo continuamente. Gli diceva che doveva far gol. Al portiere. Tanto che ci ha provato, ma gli hanno preso la palla. Gli diceva che poteva far meglio, anche se era bravissimo. E lui, al posto di mandarlo a fare in culo, continuava a guardarlo mentre giocava. Gli parlava anche. Ogni volta che parava, si girava in cerca di un sorriso. di un segno di approvazione. Ma il padre niente. Ad un certo punto si è anche messo a sbadigliare.

Ora, io credo che i figli debbano rispettare i genitori. Sempre e comunque. Ma anche i genitori devono rispettare i figli. Incoraggiarli. Motivarli. Insegnargli ad essere persone vere. E lasciarli liberi. Di crescere e fare scelte. Di coltivare talenti più o meno utili. Ma soprattutto, un genitore deve insegnare al figlio ad amare. E l'unico modo per farlo è che il genitore ami il proprio figlio e glielo dimostri. Sempre e comunque.

4 commenti:

  1. Io gli stavo per tirare una scarpa a quello scemo.
    Ma me l'ha impedito il piccolo cane che mi ha mangiato una mano.

    Sarei voluta andare da quel papà a dirgli:
    ma lo lasci in pace o no sto ragazzino, che per cagare te non guarda la palla, eh?

    e quando gli ha detto "oramai avete buttato la partita" madooo che nervoso.

    ma se tuo figlio, un giorno ti dirà:
    "Papà voglio fare il ballerino" ?????

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  2. Io faccio volontariato con i bambini da anni, sono stata molti anni nei Boy scouts... faccio la babysitter... insomma di bambini e genitori ne vedo moltissimi e ti assicuro che spesso la maggior rovina dei bambini sono proprio i genitori... è anche vero che c'è il rovescio della medaglia e che stiamo pur sempre parlando del mestiere più difficile al mondo...
    Però hai ragione... l'amore dovrebbe venire sempre al primo posto... e sai che ti dico, io sono una romanticona sentimentale.. ci credo ancora che se si segue il proprio cuore si riesce sempre a trovare la via giusta per affrontare le situazioni, anche quelle più complicate, come essere genitore!

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  3. muffin
    fortuna che non hai picchiato nessuno...sennò mi toccava chiedere l'aiuto di petrolo per uscirne sani :-))))

    princesse

    intanto benvenuta!!! ti ringrazio per il commento che mi trova d'accordo anche se mi rendo conto che a pensarla così ormai siam rimasti pochi...pochi ma buoni

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  4. pricesse lo sapevooooo. pure io ex boy scout e ex baby sitter. attualmente mi occupo del mio piccolo grande bambino. (n.d.r. azzu)cmq grande.

    azzu
    non nominare il nome di petrolo invano che è pericoloso.
    e comunque ripeto, è un nome da ricordare fra qualche anno, secondo me........

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