mercoledì 28 aprile 2010

Tuoni e fulmini


Ieri sera, io e lei abbiamo visto un film. L'avevamo comprato nel pomeriggio, da Mediaworld. Di solito, non litighiamo per vedere un film. Abbiamo gusti piuttosto simili. A tutti e 2 non piacciono i film dell'orrore. Anzi, ci fanno proprio orrore. Quindi, scegliamo film leggeri. come quello di ieri, la classica storia buonista americana. Era carino, ma niente di più. mentre lo guardavamo, sul nostro nuovo e immenso divano, con il sottofondo del gatto e delle sue fusa, ha iniziato a tuonare e a lampeggiare. E io sono precipitato di colpo nella mia infanzia. Dentro al mio primo temporale. Me lo ricordo benissimo. Stavo nel mio lettino, al buio. Ascoltavo questo nuovo e sconcertante frastuono. Avevo paura, e non capivo cosa succedesse. Il mondo che conoscevo era fatto di luce e colori tenui. Di suoni ovattati. Tra l'altro, era il periodo durante il quale, a scuola, ci facevano studiare la mitologia greca. Io ero completamente rpito da Zeus. Era il mio idolo. Prima di tutto era il capo, fra tutti quelli più potenti. E poi aveva il trono più grosso e i poteri più belli. Poteva colpire gli umani come e quando voleva. E io, infatti, pensavo che ce l'avesse con me. Forse si era arrabbiato perchè non avevo fatto i compiti, o perchè avevo detto le parolacce. Quindi, aspettavo e temevo la sua ira. Crescendo, poi, il temporale è sempre stato una scocciatura. Sei costretto a guidare piano perchè la strada è bagnata. Se sei un pedone, devi stare attento che le macchine non ti schizzino con l'acqua delle pozzanghere. Prrendere l'ombrello per ripararti, altrimenti ti rovini la capigliatura e le donne ti guardano male. L'unica sensazione che mi procurava, quindi, era fastidio. Però, ieri, ai primi lampi e rombi, lei ha iniziato a tremare. E ad abbracciarmi forte. Siamo andati a letto e mi si è stretta addosso. Io l'ho cullata un pò. Qundo si è addormentata, ho sorriso. Per la prima volta in vita mia, mi sono sentito in grado di proteggere qualcuno. Di rassicurarlo. E ho visto qualcuno fidarsi davvero di me. Cercare il mio conforto, e, una volta trovato, rilassarsi totalmente. Mentre lei dormiva, io ho ascoltato ancora un pò il temporale che, fuori dalla finestra, impazzava. E, prima di assopirmi, l'ho anche ringraziato. Della gioia straordinaria che mi ha regalato, in una notte così eccezionalmente normale.

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