sabato 13 marzo 2010

Uva scura e Biancospino


Stasera siamo insieme. Beviamo un bicchiere di vino e mangiamo biscotti. Torcetti per me e krumiri per lei. Non l'ho mai vista mangiare. Non l'ho mai vista fare un sacco di cose. Allora la guardo. Lei mangia e parla. E ride. Ride tanto. Anche io rido. Ci confrontiamo su tutto. E scopriamo di avere tante idee in comune. Lei smette di parlare e mi guarda. Anche io la guardo. In silenzio. Acoltiamo e annusiamo il nostro silenzio. Suona leggero e cristallino. Profuma di uva scura e biancospino. Il silenzio si allunga. Forse è il nostro primo momento di intimità. Solo che è di nuovo tardi. Troppo tardi. Allora la accompagno a casa. Mentre guido, però, non la guardo. Lo fa lei, per tutti e due. Nella penombra, sento il suo sguardo che ci avvolge. E io rallento, mi ci crogiolo dentro. Arrivati sotto casa, lei mi saluta. E mentre si gira, io le rubo un bacio. E un altro. E un altro ancora. Ora ci guardiamo. Il respiro è più corto e le labbra più rosse. Ma ci fermiamo. Scendo e l'accompagno al portone. Ancora un bacio ed è sparita. Allora sparisco anche io. A casa, spengo tutte le luci. Mi siedo davanti alla luna d'ottobre sulla sedia a dondolo. Ce l'ho da quando sono nato. Penso a tante cose. Ma soprattutto, penso che nulla accade prima di essere stato un sogno. Bè, mi dico, per fortuna la notte prima ho dormito.

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