giovedì 11 marzo 2010

L'imbuto


Dico sempre di essere un tipo sicuro. Bè, di cazzate se ne dicono...il vero problema non è quanto pensi di essere sicuro,ma come lo dimostri.
Quando mi viene incontro per presentarsi, sperimento per la prma volta la vista ad imbuto. Il campo visivo attorno a me si stringe, fin quasi a sparire. C'è solo lei. Che avanza verso di me. Mi sorride...e inciampa. Uno dovrebbe pensare che forse è un segno del destino. Ma poi ci stringiamo la mano. E ci fissiamo negli occhi. E in quell'istante sento fare clic, dentro di me.
Entriamo nel locale. Beviamo e ci conosciamo. Piano piano,un sorriso, forse un pò aiutato da una birra, si forma sulle nostre labbra. Solo che è tardi. Molto tardi. In quel momento,con una frase, lei spezza le mie mura. La porto a casa. Guido nella notte fresca. La voce,come la musica,si abbassa. Ancora 2 parole,e poi altre 2. Lei mi saluta e scende. E io,schiavo delle buone ed antiche maniere, aspetto di vederla entrare nel portone. Sana e salva. Sospiro e riparto verso casa. Ma torna la vista ad imbuto. Allora mi fermo, scendo dalla macchina e sorrido alla luna. Finalmente.

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