mercoledì 17 marzo 2010

Campo magnetico


Ho visto una rom. Era giovane, con i vestiti colorati. Sembrava un arcobaleno in movimento. Aveva 4 bimbi. 2 femmine e 1 maschio, il più piccolo non saprei dire. Se ne stava seduta sul marciapiede. Elemosinava. Aveva un cartello in mano. C'era scritto che era affamata. Implorava, sia con la voce, sia con lo sguardo. Anche con le mani. Quando passava qualcuno, lo tirava per la giacca. O per la gonna. I suoi bimbi piangevano. Tremavano tutti e 5 per il freddo. Io mi sono fermato e li ho fissati per un pò. Sembravano in una campana di vetro. O dentro ad un campo magnetico. Nessuno li considerava. La gente, i passanti, i ciclisti. Tutti gli giravano al largo. I pochi che erano costretti a passar loro vivini erano infastiditi. E lo manifestavano. Anche a parole. Li ho guardati per più di un'ora. Finchè il sole è calato. Allora mi sono avvicinato e ho chiesto alla rom se potevo offrirle un thè caldo. Non mi ha neanche risposto. E se n'è andata borbottando qualcosa nella sua strana lingua. Sono tornato a casa. Con il gelo e il buio nel cuore per la vita che viviamo. Constatando come la specie umana sia in declino. Ma, mentre stavo aprendo il portone, ho sentito una voce roca che mi chiamava. Era lei, la rom. Si è scusata con me per non avermi risposto prima. Ha detto che lo ha fatto per non crearmi problemi. Le ho dato dei soldi, ma non li ha voluti. Ha preteso di leggermi la mano e io, divertito, ho accettato. Bè, ero anche un pò spaventato. Lei mi ha preso la sinistra e l'ha fissata. A lungo. Intanto, è calato il buio. Dopo avermi stretto forte il palmo, la rom è sparita. Nel nulla. Senza dirmi nulla. Il mattino dopo, davanti a casa, c'era un cartello. Era per me, da parte della rom. Mi aveva scritto di sorridere, perchè nella vita c'è sempre qualche persona migliore della media. E che se la trovi, devi tenertela stretta. Prlava della mia lei. Perchè la mia lei, è sopra alla media.

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